Cammino di Santiago: 300 km per lasciare andare

«Sul Cammino di Santiago non servono molti soldi, potete arrangiarvi con poco, non serve molto tempo perché potete cucirvi il tragitto su misura, vi serve solo il desiderio di scoprire

Cammino di Santiago

«Sul Cammino di Santiago non servono molti soldi, potete arrangiarvi con poco, non serve molto tempo perché potete cucirvi il tragitto su misura, vi serve solo il desiderio di scoprire una parte di voi che non conoscete, che ancora non esiste. La troverete sulla strada, fidatevi.»

Daniela Collu

Negli ultimi anni, il Cammino di Santiago è diventato molto più di un semplice trekking: un vero e proprio fenomeno culturale e spirituale che conquista sempre più italiani. Tra un selfie e una scarpa sbagliata, ci siamo accorti che la “fame di orizzonte” non è solo una metafora. A riaccendere l’entusiasmo ci hanno pensato il film “Buen Camino” di Checco Zalone, uscito a Natale 2025, e l’autentico diario di viaggio “Volevo solo camminare” di Daniela Collu.


Perché sempre più italiani scelgono il Cammino

Ogni anno, migliaia di italiani lasciano tutto per qualche settimana e partono. Non solo giovani in cerca di avventure, ma anche manager in burnout, neopensionati e genitori in crisi di mezza età. Il significato spirituale del Cammino non è più solo religioso: è diventato una pausa dalla vita – quella che i tedeschi chiamano Ferien vom Leben.

Camminare per 300 chilometri con uno zaino in spalla è l’antidoto all’ansia moderna. L’Italia ha riscoperto il fascino della conchiglia e delle frecce gialle: le piazze di Sarria, Roncisvalle e León (punto di partenza ideale per chi punta ai fatidici 300 km) si riempiono ogni giorno di accenti tricolori.


“Buen Camino”: quando Zalone diventa pellegrino

A Natale 2025, Checco Zalone ha fatto centro con “Buen Camino”, diretto da Gennaro Nunziante. Il film racconta la storia di un uomo che si ritrova a percorrere il Cammino per recuperare il rapporto con la figlia, tra equivoci esilaranti e momenti di inaspettata tenerezza.

Zalone è riuscito a trasformare un’esperienza millenaria in una commedia corale senza mai banalizzarla. Il film è diventato una metafora del fallimento da cui si può sempre ripartire, ricordandoci che non serve essere eroi per mettersi in marcia.

“Volevo solo camminare”: il diario onesto di Daniela Collu

Se Zalone fa ridere, Daniela Collu fa riflettere con la sua proverbiale onestà. Il suo libro “Volevo solo camminare” (edito da Vallardi) racconta il viaggio da León a Santiago senza nessuna patina eroica.

L’autrice spiega che camminare è un’azione meccanica che permette di far fluire i pensieri liberamente:

«Avevo bisogno di fermarmi un attimo per fare un punto su quello che avevo fatto fino a quel momento, e paradossalmente camminare mi è sembrato il modo migliore per farlo.»

Il punto più toccante è la sua ammissione di vulnerabilità: «Non volevo diventare migliore. Volevo solo smettere di avere paura». È un invito a considerare il cammino come un atto terapeutico, dove si entra in contatto con la propria spiritualità attraverso il silenzio e la fatica.


Il Cammino come metafora di vita

Oltre le vesciche, cosa resta? Resta la scoperta che si può sconfiggere la “sindrome dell’impostore” guardandosi indietro e vedendo quanta strada si è fatta. Sul percorso si impara a costruire un universo perfetto in mezzo all’incertezza e si scopre che, se la famiglia è dove impari a cavartela, il Cammino è una grande famiglia acquisita.

Guida pratica: lo zaino perfetto

Preparare lo zaino è il primo esercizio di essenzialità:

Cosa portare (Sì)Cosa lasciare a casa (No)
Calze tecniche (anti-sfregamento)Jeans e tessuti pesanti
Cerotti per vescicheAsciugacapelli e cosmetici superflui
Sacco a pelo leggeroTroppa tecnologia
Quaderno e pennaL’idea di dover essere “perfetti”

Il consiglio d’oro: Inizia la preparazione atletica due mesi prima. Ma ricorda, come dice la Collu, che spesso per andare avanti non serve altro se non quello che hai già: il tuo corpo, il tuo coraggio e un pizzico di incoscienza.


Il primo passo è il più bello

Che tu l’abbia sognato dopo il film di Zalone o leggendo Daniela Collu, il Cammino ti aspetta. Non serve avere tutte le risposte prima di partire: le troverai lungo la strada, finché non avrai dimenticato che stai camminando e ti sembrerà di volare.

Per prepararti senza ansie, consulta camminosantiagodecompostela.it, la guida completa per chi vuole trasformare il sogno in realtà.

Sei pronto a fare il tuo primo passo?

Alla fine del Cammino di Santiago non troverai la felicità. Troverai te stesso. E scoprirai che era lì che ti aspettava, dietro ogni passo che avevi paura di fare. Il Cammino ti aspetta.

“Buen Camino”

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